26 maggio 2006

My friend Fre and I

pare che il pc del capo del blog si sia rotto. ognuno si prenda le proprie responsabilita' perche' questa cosa (nostra) non muoia. ecco il mio contributo:


My friend Tony and I

A dar retta ai giornali, l'universo blairiano sta implodendo. Dieci anni di crescita economica, occupazione, e coraggio politico, cancellati da una segretaria non piu' giovane e delle local elections giocate in difesa. Il futuro di Blair, in questi giorni, sembrava tutto una exit-strategy : fissare i tempi per un ritiro, ordinato, dall'Iraq, e allo stesso tempo quelli per un ritiro, ordinato, da Downing St. E' facile immaginare che a quell’impavido di Bush (lo stesso che ha passato il vietnam facendo spericolate ricognizioni aeree sopra il giardino di casa) l'immagine di Tony in ritirata, seduto sopra l'ultima samsonite traboccante, incapace di vincere la resistenza dei propri calzini ammucchiati di fretta negli angoli, figurarsi degli insurgents iracheni, debba risultare indigesta. Soprattutto se paragonata a quella di Gordon Brown che passeggia a testa alta, senza elmetto ne’ giubetto, al fianco di Bono (si, Bono) per le favelas nigeriane. Ed invece Bush, codardo, resta al fianco del fedele Tony, l’amico (non e’ d’altra parte Tony un nome che si addice meglio ad un cagnolino sovrappeso?) che sara’ si caduto in disgrazia, ma gli e’ stato tanto vicino nei momenti difficili. L’amico che si e’ giocato mezzo partito, e due terzi di regno, per liberare (ops, invadere) l’Iraq. Gli ingenui, ce ne sono sempre fin di fuori la porta, si chiedevano, nel marzo del 2003, perche’ un PM ancora giovane, intelligente, quasi bello, si giocasse la carriera in una missione cosi’ difficile, senza copertura ONU, per andar dietro a George W., che, diciamelo (loro, gli ingenui, se lo dicono di continuo), non ha l’IQ, ne’ gli occhi, di Tony. Neanche quel mafioso compra-magistrati di Berlusconi, si dicevano tra loro nel marzo 2003, alzando la voce, gli ingenui, e’ cosi scemo da andare dietro a Bush; e Blair, cosi’ moderno, di respiro lungo, generazionale, si fa fregare cosi’. Oggi qualcuno avra’ capito che quando Peter Mandelson dice che Blair pensa, sta si prendendo in giro i giornalisti, ma non perche’ sia uno scherzo, ma perche’, incredibilmente per gli inviati del Guardian, e’ vero. Nel momento in cui piu’ aveva bisogno di appoggio politico, Tony Blair, il PM che pensa, e’ passato a riscuotere. E Bush non si e’ fatto pregare: “I want him [Tony] to be here so long as I'm the president”. A contare con le mani, immaginiamo, sono capaci anche i cronisti del Guardian (quelli dell’Indipendent non lo so, la matematica non si concilia con il loro populismo): Bush rimmarra’ in carica fino al Gennaio del 2009, solo qualche mese prima delle prossime general elections britanniche che si terranno, con tutta probabilita’, nella primavera dello stesso 2009. Quindi Bush, repubblicano, chiede a Blair, laburista, di servire il suo mandato fino in fondo. Gordon, hai capito bene, l’intero mandato per cui Blair, l’anno scorso, fu ri-eletto (q-u-a-t-t-r-o l-u-n-g-h-i a-n-n-i durante i quali tu, Gordon, dovrai farti l’Africa a piedi fino ad esaurimento pancia). Il cronista del Guardian, al momento di realizzare che la differenza tra 6 e 9 e’ 3 (anni) deve essere svenuto, mentre in sottofondo quello dell’Indipendent sbraitava qualcosa del cui contenuto si poteva ricostruire solo “the people”. Sogni d’oro, ad entrambi.

da nullo.ilcannocchiale.it

1 commento:

Anonimo ha detto...

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