09 giugno 2006

My friend Fre and I (II)

sembra che il capo del blog sia sulla via del ritorno - applezzito, dicono. nel frattempo, solidarietà


Cara Edinburgh,

Hai la struttura sociale di una metropoli, ma non sei altro che un paesone. E cosi’ mi rovesci addosso, ogni giorno, i tuoi problemi irrisolti. Se tu fossi una vera metropoli, terresti i tuoi segreti più’ inconfessabili lontani dagli occhi della tua prole borghese. Se, d’altra parte, tu fossi un paesino, allora non potresti sorprendermi mai, saprei già tutto. Non c’è nascondersi dalle siringhe nell’androne del palazzo dove vive la mia ragazza, o le barre di cioccolato bianco, lasciate a meta’, che qualcun altro ha scostato di lato, senza curarsi di pulire. Alle fermate delle linee che vanno agli estates, cara Edinburgh, le facce mancano di qualcosa – del latte da piccoli, e delle proteine da grandi. Come e’ possibile che si riconoscano sempre, quelli degli estates? Bassi, magri, praticamente sfigurati. Sembra che tu, per loro, non abbia più’ latte. Vuoi che te lo dica, cara Edinburgh? Non mi piace guardarli. Non mi fanno paura, mi fanno spavento. Te li sei lasciati scappare – eppure sono dovunque. Le donne degli estates appaiono più’ forti degli uomini, ma forse solo perché’ sono più’ rumorose – hanno imparato da lungo tempo a farsi sentire, ma non ancora a farsi ascoltare. Spingono carrozzine che alle volte, cara Edinburgh, sono più’ alte di loro, mentre le teenage pregrancies stanno, troppo velocemente, trasformandosi in child pregnancies. Sei troppo bella, cara Edinburgh, per distogliere lo sguardo dallo specchio, e notare che attorno, la polvere non evapora – quella e’ l’acqua; la polvere si posa, e rimane li’. E non credere che il tuo specchio sia al sicuro, che se fu fossi cresciuta in uno dei tuoi anfratti, sapresti che arriva dappertutto, la sporcizia. Sei sporca, cara Edinburgh, ma certo non e’ questo il problema – la pulizia, l’ho finalmente imparato, non e’ la stessa cosa dell’igiene. Sei troppo bella per curarti degli uomini, e cosi’ coloro che hanno bisogno delle tue cure, ma non sanno come chiedere - non impareranno mai – calpestano il tuo corpo, nervosamente, estinguendo tabacco arrotolato, perché’ non possono permettersi le sigarette. Perdonali, sono innocenti con la faccia da colpevoli – non l’hanno scelta loro, gli e’ cresciuta addosso, la faccia Prendi un momento per osservarli, cara Edinburgh, e li riconoscerai, anche loro, come tuoi figli.

da nullo.ilcannocchiale.it

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