L'altro giorno ero in un ascensore, a Palermo, un bell'ascensore moderno, metallo e vetro e riflessi di luce fra i due, e nella consueta targhetta in cui si indicava il produttore ed il conseguente numero di assistenza c'era indicata l'indirizzo di posta elettronica. Come a dire, la prossima volta che mi blocco qui dentro gli mando una mail [sempre solo se sprovvisto di compagnia femminile adeguata, anche se era un po' troppo aperta la visuale]; quello che qui da noi è una battuta -effettivamente l'ho pronunciata come tale quel giorno ed hanno riso gli altri compagni di ascensione-, in altri posti sarebbe invece realtà, nelle famose terre iperboree delle connessioni flat per cellulari a prezzi umani, dove non paghi a kilobyte e soprattutto dove tutto ciò funziona; terre paradisiache, di wi-fi danzanti che suonano l'arpa e ti blandiscono l'anima con pixel e feed, dove potresti, fuori dal locale un po' brillo, fare il test online dell'etilomentro di Repubblica (sì, ok è una stupidaggine, ma è uguale, devo poter usarlo). Luoghi del sogno, mistici, in cui la rete non ti abbandona mai e la solitudine è solo una faccina triste lanciata nel mare di una chat, luoghi religiosi, in special modo per uno come me, che si intrattiene spesso in concezioni teologiche della rete, regno dell'onniscienza, in cui tutto ciò che cerchi effettivamente c'è - dalle ricette di antiche cucine mozambichesi agli spartiti per oboe delle canzoni di Mino Reitano-, anche se noi, metafisicamente inferiori, possiamo solo, seguendo Pascal, affidarci al salto della Fede, ovvero a Google, e cercare, cercare e venire poi premiati. Luoghi in cui il consumo diventa critico, perchè prima di qualsiasi acquisto in un negozio -fosse anche di un capuccino- ho milioni di miliardi di alternative online con cui confrontarlo. Insomma, per farla breve, quelli che bramo sono posti dove l'iPhone innanzitutto è in vendita, e sopratutto a tariffe umane e flat, ovvero non l'Italia.
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18 novembre 2007
la Rete - tutta intorno a noi?
L'altro giorno ero in un ascensore, a Palermo, un bell'ascensore moderno, metallo e vetro e riflessi di luce fra i due, e nella consueta targhetta in cui si indicava il produttore ed il conseguente numero di assistenza c'era indicata l'indirizzo di posta elettronica. Come a dire, la prossima volta che mi blocco qui dentro gli mando una mail [sempre solo se sprovvisto di compagnia femminile adeguata, anche se era un po' troppo aperta la visuale]; quello che qui da noi è una battuta -effettivamente l'ho pronunciata come tale quel giorno ed hanno riso gli altri compagni di ascensione-, in altri posti sarebbe invece realtà, nelle famose terre iperboree delle connessioni flat per cellulari a prezzi umani, dove non paghi a kilobyte e soprattutto dove tutto ciò funziona; terre paradisiache, di wi-fi danzanti che suonano l'arpa e ti blandiscono l'anima con pixel e feed, dove potresti, fuori dal locale un po' brillo, fare il test online dell'etilomentro di Repubblica (sì, ok è una stupidaggine, ma è uguale, devo poter usarlo). Luoghi del sogno, mistici, in cui la rete non ti abbandona mai e la solitudine è solo una faccina triste lanciata nel mare di una chat, luoghi religiosi, in special modo per uno come me, che si intrattiene spesso in concezioni teologiche della rete, regno dell'onniscienza, in cui tutto ciò che cerchi effettivamente c'è - dalle ricette di antiche cucine mozambichesi agli spartiti per oboe delle canzoni di Mino Reitano-, anche se noi, metafisicamente inferiori, possiamo solo, seguendo Pascal, affidarci al salto della Fede, ovvero a Google, e cercare, cercare e venire poi premiati. Luoghi in cui il consumo diventa critico, perchè prima di qualsiasi acquisto in un negozio -fosse anche di un capuccino- ho milioni di miliardi di alternative online con cui confrontarlo. Insomma, per farla breve, quelli che bramo sono posti dove l'iPhone innanzitutto è in vendita, e sopratutto a tariffe umane e flat, ovvero non l'Italia.
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30 agosto 2007
E' morto Franco Carlini
E' morto a 63 anni Franco Carlini, grande giornalista ed intellettuale, vero esperto del mondo digitale e della rete, uno dei primissimi ad occuparsene in Italia. Grazie al suo stile garbato e piano ed alla sua enorme curiosità ho iniziato a capire ed intravedere qualcosa di quello che stava accadendo qui, fra questi numeri e protocolli e server che ora fanno parte delle nostre vita, fin da metà anni 90 su il manifesto e sull'espresso. Collaborava anche con il corriere e repubblica, e tutti questi giornali oggi lo ricordano sulle loro homepage, così come fa anche luca sofri su wittgenstein.it, nessuno segnala però il suo bel blog Chips & Salsa, che contiene molti dei suoi articoli, se vi capita fateci un giro, le cose più stimolanti sulla rete le ho lette lì.
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