
In risposta a questa ottusità, negli anni le richieste di Tosti sono state diverse e non è arrivato subot a chiedere la definitiva rimozione del crocifisso da tutte le aule di giustizia. Dapprima ha affisso in aula anche il logo dell'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ed è stato tolto anche quello. Poi ha chiesto di apporre anche una menorah ebraica (il famoso candelabro) e gli è stata negata anche quella. Il ministro della Giustizia dell'epoca in un question time avrebbe poi in pratica detto che per poter mettere una Menorah in aula servirebbe una legge. Strano che invece per il crocifisso basti una circolare ministeriale, la quale, tra l'altro, attua una legge emanata dal Partito Fascista nel 1926.
Arriva così nel gennaio 2006 la prima sospensione dal servizio comminata a Tosti: avrebbe potuto chiedere la decadenza per prescrizione ma formalmente ha rinunciato durante il dibattimento, desiderando invece essere prosciolto nel merito, lui. Durante l'udienza Tosti non ha fatto altro che ribadire che il suo rifiuto a tenere quelle udienze era frutto dalla sua ottemperanza a principi e diritti inviolabili di uguaglianza e libertà religiosa sanciti dalla Costituzione (art. 3), la Carta dei Diritti dell'Uomo (art. 14) e anche un decreto 2003 sulla non discriminazione nell'ambiente di lavoro.
A questo punto Tosti ha anche fatto una interessante precisazione: il suo comportamento non è in alcun modo assimilabile ad una obiezione di coscienza, come quella di un medico che si rifiuta di praticare un aborto o una trasfusione per via dei propri convincimenti religiosi, violando quindi la legge. E' invece stata l'osservanza suprema di un principio inviolabile dell'Uomo che ha spinto Tosti a rifiutare di tenere udienza in un aula di tribunale in cui non sia evidente l'imparzialità della magistratura di fronte alla religione, sua, degli imputati, dei testimoni, degli avvocati e dei cancellieri.
Tornando alle proposte di Tosti sulla Menorah e agli altri simboli religiosi, se quindi vogliamo mettere il crocifisso dovremmo mettere tutti gli altri simboli religiosi, ovvero miliardi di simboli visto che, citando lo stesso Tosti "gli dei dell'antichità non vanno in prescrizione né hanno una data di scadenza come i cibi". Per rispettare l'uguaglianza dei cittadini, il principio di laicità dello Stato, per essere il tribunale un luogo imparziale che deve anche apparire imparziale, l'unica soluzione sarebbe rimuovere ogni simbolo, per essere giudicati dallo Stato italiano, e non da una confessione religiosa.
Tosti ha anche citato la recente sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo sui crocifissi nelle aule scolastiche, sostenendo che se questa sentenza vale per le scuole non si vede come non dovrebbe valere anche per i tribunali.
La cosa peggiore, forse, è stato dover ascoltare il Procuratore riformulare l'accusa con cui Tosti fu sospeso dal servizio 2 anni fa per adattarla all'esito del processo penale per "omissione di atti d'ufficio" che ha visto Tosti venire assolto. Il Procuratore ha infatti detto esplicitamente che, nonostante Tosti sia stato sospeso facendo leva sul fatto che la presenza del crocifisso in aula era lecita, oggi viene rimosso perché, se anche non fosse lecita la presenza del crocifisso, lui non poteva rifiutarsi di tenere le udienze.
A questa risibile obiezione Tosti ha risposto semplicemente chiedendo, con vari esempi, se davvero si pensa che non si debba entrare nel merito del motivo per cui un giudice non tiene una udienza e quindi rimuoverlo dalla magistratura solo per l'assenza in aula. Anche perché, secondo l'opinione del Procuratore, allora dovrebbero essere licenziati tutti i magistrati che non sono presenti per malattia, per sciopero dei mezzi di trasporto pubblici, per sciopero dei magistrati, il rifiuto a torturare i testimoni qualora una circolare li obbligasse a farlo, senza tenere conto dei questi motivi.
Siccome questo non avviene, allora si tratta solo di una strategia accusatoria che non sta in piedi. Una strategia che tenta di spostare l'affissione del crocifisso da causa prima del rifiuto a semplice pretesto per non lavorare.
Argomentazioni solidissime, peccato che il Consiglio Superiore della Magistratura abbia un vicepresidente distratto come Nicola Mancino il quale, dopo aver sonnecchiato varie volte durante l'esposizione di Tosti, alle 12.55 si è svegliato dalla terza pennichella chiedendo a Tosti di arrivare al punto. Questi ha invece giustamente risposto "sono 4-5 anni che aspetto di parlare, vorrei che me ne fosse dato il tempo".
L'udienza era comunque iniziata alle 11:10, un ora e 40 min di ritardo, mentre dalle 9 alle 9:45 ci era stato detto che, pur essendo l'udienza pubblica, non si poteva assistere (con la scusa che l'aula è troppo piccola) né fare registrazioni audiovisive. Ci era stata messa a disposizione una sala stampa con un maxischermo dai cui seguire il video (l'audio era assente). Dopo ripetute richieste da parte dei presenti di avere almeno una comunicazione scritta della motivazione, magicamente fanno entrare tutti 17 presenti ribadendo che il limite era 8 ed è stato aumentato a 15 persone. Ovviamente, una volta entrati, si rende evidente che lo spazio era più che sufficiente per tutti.
Durante il dibattimento si è anche accennati alla valenza non religiosa ma culturale del crocifisso, argomentazione che Tosti ha smontato semplicemente annotando che la discriminazione è tale quale che sia la radice religiosa o culturale: se non mi sento rappresentato dalla religione cristiana, non necessariamente devo sentirmi rappresentato dalla cultura cristiana. I principi di laicità e neutralità vengono meno lo stesso.
Un altro accenno interessante fatto da Tosti si riferisce al processo penale nel primo grado di giudizio. Si stabiliva il principio secondo cui se sei magistrato e non ti piace il crocifisso allora non devi lamentarti ma dimetterti. Le conseguenze di questa idiozia è che se qualcuno non si sente rappresentato dal crocifisso tanto vale che non faccia nemmeno domanda. Ovvero: se non sei cristiano non puoi fare il giudice.
Per altre considerazioni e citazioni rimando al mio tumblr.






