03 dicembre 2009

Consiglio alle case editrici: libri, viaggi e (mia) nevrosi

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questa volta viene dal tumblr, ché i vasi son comunicanti

Sarà pure una riduzione prosaica, un oggettivismo esagerato, un'incapacità mia di scelta e una voglia di portarsi a presso un pezzo di casa e di sè, ma in tempi di Ryan Air ed affini, di viaggi all'ultimo grammo, si potrebbero fare delle belle edizioni da viaggio, con i libri scritti in un bel carattere stretto, che occupi gran parte della pagina, senza quei margini ariosi, ma fitti fitti. Diceva Paolo Nori una volta -ora non trovo il link al volo, ché poi l'aereo parte- che le edizioni Russe sarebbero così, fitte fitte appunto, e non credo che i caratteri cirillici si prestino più di quelli latini. Perché allora non risparmiare carta e peso tutto insieme?

Oppure, ad avere il coraggio e la levità di un poeta, si potrebbe fare come Gregory Corso, che con amorevole cura e gesto sublime, quando era a Roma usciva di Casa con i suoi libri, e mano a mano che li leggeva ne strappava la parte letta e la buttava nel cassonetto -mi è stato raccontato recentemente, e questo aneddoto, questo racconto, anzi questa sua opera mi sembra un motivo sufficiente per leggersene tutta l'opera.

Oppure potremmo proporre una moratoria sulla pesatura dei libri da parte delle compagni aeree -non so bene che voglia dire moratoria, o se qui sia rilevante, ma suona bene, alza il morale e sembra universale.

Insomma qualunque cosa ma non fatemi scegliere, come faccio, 2666 pesa troppo, sono a metà lettura, ma lo finirò presto, troppo presto, e non vale la pena portare cotanto peso e finirlo dopo poco. Di Detective Selvaggi son praticamente alla fine, vado ancor di più allo stesso discorso, (ma quanto mi piacerebbe finirlo oggi in aereo), così come La casa ispirata di Savinio, che ho già letto ma sarebbe perfetto anche se un po' inquietante -vo' a Parigi. Per (non) parlare dei libri di Cavell, che non è che li posso lasciare qui da soli, ma me ne servono dei pezzi, e poi al ritorno avrò quelli che fra le altre cose vado a prendere lì.

Boh, rischia che ci rimane solo il Kindle [Nooooo]

2 commenti:

boliboop ha detto...

Toh, non pensavo che l'aereo ti avesse portato a considerazioni così simili a quelle che il treno mi porta a fare. Nel mio caso, comunque, dopo alcuni abbondanti secondi di tribolazioni, elucubrazioni e, mi conosci, calcoli differenziali, mi porto 1 libro da finire, 2 libri da iniziare leggere, 1 di scorta e 1 che non si sa mai. Più carta e penna e matita.

fran-tes-to ha detto...

5 libri, mmm, di fatto anch'io ho portato gli stessi, solo che 3 sono da studio, ma lo studio è anche piacere, però almeno in treno puoi anche esagerare, nel caso è solo la tua schiena che ne risente, nel caso dell'aereo è il mio portafoglio