04 settembre 2008

Mariastella, stella del foro di Reggio Calabria


Mariastella Gelmini, paladina della meritocrazia, ha fatto la furba. Nel 2001 è stata abilitata all'esercizio della professione di avvocato sostenendo l’esame di stato a Reggio Calabria, dove allora promuovevano praticamente tutti i candidati.
Il ministro dell’Istruzione si è difesa dicendo che allora aveva bisogno di lavorare subito! Ebbene sì, quello che in qualsiasi paese civile avrebbe richiesto, quantomeno, un pubblico pentimento qui da noi è fonte di ilarità.
Del resto questo è il messaggio berlusconiano: fotti il sistema! E come la mettiamo con i tormentoni sulla meritocrazia?
Premettendo che il cratos dovrebbe essere prerogativa del demos, confesso una certa sensibilità sul tema del merito. Soprattutto se si considera che il governo dell’efficienza che gode di stratosferici tassi di popolarità ha recentemente tagliato la gran parte dei fondi riservati ai nuovi ingressi in università che con buona probabilità finiranno nel buco nero della bad company del grande affair Alitalia.
Dopo tutto il sottosegretario con delega alla ricerca è Pizza, che ha avuto un grande merito: quello di accaparrarsi i diritti dello scudocrociato… Neanche Sir Paul può considerarsi tanto fortunato, pur possedendo i diritti di Yesterday.
Torniamo alla Gelmini. Di grande effetto sono state le sue decisioni di riportare i numeri nella valutazione degli studenti elementari e medi, la sua severità contro gli insegnanti meridionali e il suo mega progetto di riforma denominato “operazione grembiule”. Per non parlare delle prese di posizione del prode ministro Brunetta che proprio ieri proponeva la class action contro la pubblica amministrazione.
Ronald Regan vinse le elezioni presidenziali degli Stati Uniti (oltre che fomentando il mai sopito odio razziale contro i neri) inventando il mito della Welfare queen, che se andava in giro per le strade di Chicago in limousine, a carico dell’assistenza sociale.
Noi naturalmente non impariamo nulla e restiamo affascinati da un governo di irresponsabili che predicano lo stato minimo e mandano la spesa pubblica fuori controllo e che prendono voti con stupidi slogan di propaganda sugli impiegati pubblici fannulloni. Mi stanno sempre più simpatici quegli statali che “capano i fagiolini” durante l’orario di lavoro e che verso le 11 si mettono il borsellino sotto braccio, come fosse una copia del Corriere della Sera, e vanno a fare la spesa.
Dopo la cura Brunetta, parafrasando il grande Ben Stiller, gli statali saranno più che qualificati, qualifichissimi!
Questo è il governo dell’evasione fiscale, dell’impunità penale del premier e dei suoi scagnozzi, degli esami fatti per fregare il sistema, delle gare a chi raccomanda la valletta più bella.
Si permettono di dare lezioni di merito. Questo paese è davvero alla frutta.

2 commenti:

raser ha detto...

e poi usano "relativista" in modo spregiativo, quando i primi relativisti sono loro

Anonimo ha detto...

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