08 ottobre 2007

Q.E.D. - Mal Pansa

Uno (io) pensa, con ingenua bontà, che se un grande giornalista italiano di sinistra e dei giornali della sinistra -L'Espresso ma anche Repubblica fra gli altri- si metta verso i 70 a scriver libri sulla resistenza italiana mostrandone esclusivamente i lati oscuri -ché oramai siamo grandi e possiamo dire che un dark side of CLN c'è pure stato-, non stia solo facendo brutalmente i conti col proprio passato, coi propri sensi di colpa seppur di non-partecipante (era piccolino il gran giornalista, del 1935, anche se una staffetta non la si negava a nessuno all'epoca) e di uomo di moderata sinistra poi (che va di moda gettar fango e libri sulle proprie origini), insomma uno pensa che, nonostante l'acrimonia e la violenza efferata degli attacchi, ci sia anche un tentativo di cronaca giornalistica, un abbozzo di processo storiografico seppur mooolto contestabile, magari una provocazione, insomma che ci sia qualcosa, qualunque cosa oltre un debordante emergere di una virulenta indigestione reazionaria, che si sa che con l'età presenta spesso il conto, e conseguente remunerativo passaggio a destra.

Certo a quell'uno (me) dovrebbe dire qualcosa e far dubitare di ciò il fatto che i titoli dei suddetti libri partano dal grand-guignolesco Il sangue dei vinti fino all'orwelliano-berlusconiano La Grande Bugia; eppure no, il nostro in cuor suo spera nonostante la settimanale rubrica infervorata che il grande giornalista tiene ed in cui conferma i suoi impeti revisionisti perfino sull'oggi (?!), nonostante il grande giornalista scriva ogni tanto anche su il Giornale, quello con la maiuscola, insomma quello là, di Paolo fratello di Silvio, ma nulla, nonostante l'evidenza spera e si illude che non stia semplicemente passando a destra in cerca di facili consensi e convenienza, che qui già siam pochi, e fa pure un po' freddo oramai.

Invece. Invece poi succede che Giampaolo Pansa su Il Giornale Della Libertà (il titolo da ex Urss non inganni, è quello diretto da Michela Brambilla), il 5 ottobre a pagina 4 scrive in un suo pezzo:
«I Circoli della Libertà stanno dando un contributo assolutamente positivo al rinnovamento della politica italiana, visto che i partiti da soli non sono in grado di risolvere i problemi»
ed altri elogi connessi. Ed allora uno (io) lo viene a sapere da qualcuno più disincantato e c'ha proprio la nausea, quella vera, de panza.

2 commenti:

Luca Ceccarelli ha detto...

Pansa ormai non fa più parte del centrosinistra. Da un bel po'. O forse fa parte di quella parte del PD che vuole inciuciare con Berlusconi ed i centristi e soprattutto spogliarsi di tutto ciò che somiglia anche lontanamente alla sinistra.

Più passa il tempo e più mi rendo conto che questo tipo di persone sono la maggioranza nel PD.

fran-tes-to ha detto...

Ahinoi hai proprio ragione, la sostanza del Pd non è molto dissimile