24 marzo 2006

Libri vecchi e barattoli vuoti

« Se avessimo avuto in mente di fondare l’ennesima rivista “contenitore”, non l’avremmo fatto. Tabard non si configurerà come semplice osservazione di quanto avviene nel campo delle arti e delle scienze, ma su questo porterà necessariamente il proprio punto di vista. Tabard è un progetto militante. “A colpi di libri vecchi e barattoli vuoti”, come voleva il protagonista del film Zero in condotta di Jean Vigo, da cui questa rivista prende il nome ».

Con queste parole, tratte dall'editoriale del suo primo numero, la rivista Tabard si presenta ai lettori. Il progetto, a cura dell'associazione bolognese Il Pasticciaccio, intende condurre la propria ricerca assumendo il relativismo come prospettiva privilegiata. Alla base di questa scelta c'è la volontà di sviluppare un'analisi complessa della realtà rifiutando le spiegazioni semplicistiche e la riduzione del molteplice all'Uno.

L'indagine che Tabard porta avanti ha la finalità di sortire - ci si augura - un effetto positivo sulla realtà sociale. Compiere un passo in questa direzione vuol dire innanzitutto riconoscere la condizione di disagio in cui si trova la società capitalistica. Il secondo numero della rivista (marzo 2006) ha tentato di identificare la tendenza verso l'autoritarismo come uno dei molteplici aspetti di questo disagio, sottolineando come nella società italiana sia possibile riscontrare i segni di una pericolosa deriva autoritaria.

2 commenti:

fran-tes-to ha detto...

a proposito di autoritarsimo,qui c'è uno spunto, e chiamalo spunto, del grande zizek, sull' effetto pseudo-liberatorio dei nazionalismi autoritari contemporanei
oltre ad una geniale riflessione su gli usa come potenza non imperiale ma nazionale -la loro politica estera ha fini elettoralistici, geopolitici ed economici puramente locali ed interni, l'impero romano aveva interesse invece che tutti i suoi territori fossero pacificati

tanto per aggiungere un po' di carne al fuoco

fede ha detto...

L'amore non è che quella nuvola che non riusciamo a vedere lì in cielo ma che sentiamo addosso ovunque...
non fateci caso...questo è quello che mi è venuto in mente vedendo questo quadro...e questa è la frase di un certo Domenico Palumbo... ha scritto il libro "Una lettera dal passato"...è stato alla Galassai Gutenberg a Napoli...speravo di trovarlo anche a Torino ma non c'era...perchè non lo prendete in considerazione? cmq volevo segnalarvi il suo blog...io l'ho trovato interessante
unaletteradalpassato.blogspot.com